Adeguamento del valore catastale degli immobili a quello di mercato, correlazione del valore del bene alla localizzazione e alle caratteristiche edilizie, superamento del "vano" come unità di misura a fini fiscali
È necessario riallineare il valore catastale degli immobili a quello di mercato, che generalmente è sempre inferiore, per calcolare la nuova Imu sulla base dei nuovi estimi catastali più rispondenti al valore reale dell´immobile. È questa la proposta del governo Monti inserita nel Documento esplicativo della Manovra (legge 214/2011) redatto dal Ministero dell´economia pubblicata nei giorni scorsi. Il disegno di riforma è imperniato sui seguenti elementi: - la costituzione di un sistema catastale che contempli assieme alla rendita (ovvero il reddito medio ordinariamente ritraibile al netto delle spese di manutenzione e gestione del bene), il valore patrimoniale del bene, al fine di assicurare una base imponibile adeguata da utilizzare per le diverse tipologie di tassazione; - la rideterminazione della classificazione dei beni immobiliari; - il superamento del sistema vigente per categorie e classi in relazione agli immobili ordinari, attraverso un sistema di funzioni statistiche che correlino il valore del bene o il reddito dello stesso alla localizzazione e alle caratteristiche edilizie; - il superamento, per abitazioni
e uffici, del "vano" come unità di misura della consistenza a fini fiscali, sostituendolo con la "superficie" espressa in metri quadrati; - la riqualificazione dei metodi di stima diretta per gli immobili speciali". "Una delle ragioni delle discrasie evidenziate - si legge nel documento - è riconducibile alla circostanza che le rendite catastali sono state rivalutate nel 1990 con riferimento al biennio 1988-1989. L´inadeguatezza del sistema dipende dal fatto strutturale che il sistema a categorie e classi è fermo al periodo di "costruzione" del catasto urbano. La denominazione e la classificazione delle unità immobiliari non è più adeguata ai tempi. Inoltre, il classamento, ovvero l´operazione di classificare in una categoria ed in una classe di valore un bene immobile ordinario, è rimasto quello iniziale delineato dall´originario impianto normativo del catasto e gli unici aggiornamenti sono riconducibili a comunicazioni effettuate dai soggetti interessati, in occasione di attività di ristrutturazioni e variazioni edilizie. Questo stato di fatto ha determinato ulteriori iniquità all´interno dei singoli comuni. Tipicamente abitazioni classate come "popolari" lo sono rimaste nel tempo, anche se oggi, pur essendo ubicate in zone centrali, il loro valore è di fatto più elevato di edifici di "civile abitazione" ubicati in zone semicentrali o, addirittura, periferiche". L´applicazione della riforma non si prospetta facile, per esempio, nel caso dell´Imu, aliquote fondate sui valori dell´Osservatorio immobiliare, e opportunamente abbassate rispetto alle attuali per evitare di gonfiare ulteriormente il gettito, porterebbero aumenti anche del 240% nel centro storico di alcune metropoli e sconti fino al 70-80% in alcune città medio piccole, soprattutto del Centro-Nord dove i valori fiscali sono stati aggiornati più di recente. Monti ha respinto l´idea che dopo la manovra "la tassazione sia maggiore di prima", rimarcando anche che le detrazioni per l´abitazione principale azzerano il conto per "sei milioni di case", ma sugli altri immobili il rischio rincari è forte (la loro entità dipende anche dai comuni, che però dopo la manovra devono far fronte a una stretta ulteriore delle risorse a loro disposizione) e si fa particolarmente pesante per appartamenti in affitto, negozi e imprese. Tra i porimi commenti alla riforma citiamo il "no alle nuove tasse sulla casa" del Pdl e la richiesta del leader Cisl, Raffaele Bonanni, di "tassare i patrimoni immobiliari, e con le risorse ottenute scalare le tasse a lavoratori e pensionati".
Fonte: diritto.it pubblicato in Normativa Nazionale